lunedì 19 marzo 2007

Cronaca

Naike Rivelli, (figlia di Ornella Muti)

"Questa legge mi fa contenta: i figli illegittimi sono spesso messi in un angolo". Naike Rivelli, prima figlia di Ornella Muti, nata da una relazione dell'attrice con un imprenditore spagnolo, di cui non ha mai voluto rivelare il nome, si dice a favore di una legge che equipari i figli illegittimi a quelli nati durante il matrimonio. "Non avere genitori sposati - racconta la 32enne modella e attrice - è stato per me abbastanza traumatico. Mio padre non mi ha mai riconosciuta e ancora oggi il nostro rapporto è limitato a incontri sporadici".

Suo padre ha una famiglia in Spagna. Che legame ha con i suoi fratelli?
Nessuno purtroppo, perché mio padre non ha detto di avere una figlia in Italia: loro ignorano la mia esistenza e io non li conosco. Così come non conosco i miei nonni e i miei zii.

Non deve essere stata una situazione facile per lei.
No e non lo è nemmeno oggi. Quando vado in Spagna mi devo nascondere, devo stare attenta che non mi vedano. Da bambina ho sofferto molto per questo rifiuto e ancora oggi il trauma esiste, non è bello sapere che a tuo padre non gliene frega niente di te.

Suo padre non l'ha riconosciuta?
Infatti. Prima o poi, vista la situazione, mi troverò costretta a chiedere il riconoscimento per vie legali. Sono stata cresciuta esclusivamente da mia madre, mentre mio padre non ha mai voluto partecipare alla mia vita, neanche economicamente. Non è giusto, non lo era quando ero piccola e non lo è adesso. E' per un fatto di verità.

Come sono i suoi rapporti con gli altri figli di sua mamma?
Ovviamente quella è la mia famiglia e non c'è nessun tipo di contrasto fra di noi. Il loro padre è stato un genitore anche per me e gli voglio molto bene. Con mia nonna idem: siamo una famiglia molto legata.

Lei ha un figlio nato fuori dal matrimonio.
Sì, Akash, nato nel 1996, è anche lui come me un figlio illegittimo. Ma questa parola non mi piace, sembra che indichi qualcosa di brutto...

Il disegno di legge elimina ogni differenza, anche terminologica.
Meno male, le parole sono importanti. Comunque, per quello che posso vedere, per i figli di genitori non uniti in matrimonio i problemi ci sono. Nel caso del mio bambino, io non sono sposata con suo padre, nasce un problema per ogni cosa: le procedure per l'affidamento sono più lunghe, vengono valutate cose che per le coppie sposate non esistono, come l'affidamento alla mamma che se si è sposati è quasi automatico. Diciamo che per le coppie di fatto con figli la vita non è semplice.

Antonella Loi

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