"I valori della Liberazione "
Il capo dello Stato incontra al Quirinale le associazioni combattentistiche e d'arma
Oggi a Cefalonia in Grecia per celebrare il sacrificio della Divisione Acqui
di GIORGIO BATTISTINI

I valori della Liberazione ancora oggi guidano l'Italia
Napolitano ha ricevuto ieri pomeriggio al Quirinale le associazioni dei combattenti e d'arma
ROMA - Napolitano, lezione di storia a Berlusconi. Una messa a punto chiara e indiretta, ma senza infierire. "
Una sintesi estrema, quella di Giorgio Napolitano, per nulla in sintonia con le parole che poche ore prima aveva diffuso, per radio, l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che nei suoi cinque anni di guida del governo mai aveva partecipato alle cerimonie ufficiali organizzate da Ciampi al Quirinale. Secondo il Cavaliere "in occasione del 25 aprile noi dobbiamo ancora dire grazie a una grande democrazia che ci ha salvato dal nazifascismo per ridare a noi libertà e dignità. Credo che questo ce lo dobbiamo ricordare anche di fronte a certo antiamericanismo ideologico della sinistra". Berlusconi, intervistato dalla radio, va oltre. Dice di non aver mai partecipato alle feste della Liberazione perché nelle ricostruzioni "la realtà storica viene stravolta, e vengono utilizzate una contro l'altra".
Di tutt'altro stile le parole di Napolitano, al Quirinale, in attesa della celebrazione formale che prevista per oggi a Cefalonia, in Grecia.
Non basta. Spiega Napolitano (a Berlusconi, e certo non solo a lui) parlando degli sforzi italiani che "anticiparono e accompagnarono" l'intervento "pur determinante delle forze angloamericane" quello che fu il ruolo determinante ed essenziale della Resistenza popolare. Nelle sue varie forme. "La lotta partigiana in armi, le azioni di combattimento delle Forze armate in Italia e all'estero dopo l'8 settembre, la resistenza dei deportati e degli internati nei lager e quella spontanea delle città come dei piccoli comuni, fino all'azione, spesso silenziosa e misconosciuta, di tantissimi singoli cittadini". Ecco perché, dice Giorgio Napolitano (primo capo dello Stato proveniente dalla storia del Pci)
(25 aprile 2007)

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