venerdì 27 aprile 2007

Cronaca

Convocazione Conferenza stampa "Conservare le cellule staminali del cordone ombelicale in Italia"

mercoledi' 2 maggio, ore 12 - Roma
sala stampa della Camera dei Deputati, ingresso Via della Missione 4 (Piazza Montecitorio)

saranno presenti:
on. Donatella Poretti
deputata radicale della Rosa nel Pugno, segretario della Commissione Affari Sociali,
Marco Cappato,
Segretario dell'Associazione Coscioni
Marco Cavazza,
società VIVISOL srl
Gilberto Corbellini,
presidente onorario dell' Associazione Coscioni e professore di Storia della Medicina, Università La Sapienza
Stefano
Grossi,
responsabile scientifico Cryosave
Giuseppe Mucci
, Presidente Bioscience Institute S. Marino
Paola Pinna
, Presidente Osidea

Rosa nel Pugno e Associazione Coscioni insieme ad alcuni ospiti parleranno della situazione, tutta italiana, che riguarda la conservazione delle cellule staminali dei cordoni ombelicali.
Si sta avvicinando la scadenza dell'ordinanza ministeriale che proibisce in Italia la conservazione per uso autologo delle cellule staminali dei cordoni ombelicali. ll 9 maggio il Ministro della Salute decidera' se perpetuare o meno questo assurdo divieto che costringe molte persone (1500 solo nel 2006) a dovere ricorrere, previa autorizzazione del Centro Nazionale Trapianti, a banche private estere, con un maggiore dispendio di tempo e soldi.
Il sangue del cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali: vere e proprie salvavita per combattere malattie del sangue molto gravi. Possono essere trapiantate nei pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e altre rare patologie. Vanno infatti a generare gli elementi fondamentali del sangue umano, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Fino a oggi in Italia sono ammesse solo le banche pubbliche
, che raccolgono il 10% dei cordoni ombelicali, gli altri vengono buttati tra i rifiuti biologici della sala parto. In Europa (tranne la Francia che non ha ancora una legge), oltre ai centri pubblici e' possibile rivolgersi a privati, autorizzati ed accreditati. In Spagna vige un sistema misto: i cordoni conservati in banche private possono essere sollecitati per una donazione in caso di necessita'.

(On.le Donatella Poretti)





mercoledì 25 aprile 2007

Cronaca

Biografia

Piero Calamandrei

Nato a Firenze nel 1889. Si laureò in legge a Pisa nel 1912; nel 1915 fu nominato per concorso professore di procedura civile all'Università di Messina; nel 1918 fu chiamato all'Università di Modena, nel 1920 a quella di Siena e nel 1924 alla nuova Facoltà giuridica di Firenze, dove ha tenuto fino alla morte la cattedra di diritto processuale civile.
Partecipò alla Grande Guerra come ufficiale volontario combattente nel 218° reggimento di fanteria; ne uscì col grado di capitano e fu successivamente promosso tenente colonnello. Subito dopo l'avvento del fascismo fece parte del consiglio direttivo dell'«Unione Nazionale» fondata da Giovanni Amendola. Durante il ventennio fascista fu uno dei pochi professori che non ebbe né chiese la tessera continuando sempre a far parte di movimenti clandestini. Collaborò al «Non mollare», nel 1941 aderí a «Giustizia e Libertà» e nel 1942 fu tra i fondatori del Partito d'Azione.
Assieme a Francesco Carnelutti e a Enrico Redenti fu uno dei principali ispiratori dei Codice di procedura civile del 1940, dove trovarono formulazione legislativa gli insegnamenti fondamentali della scuola di Chiovenda. Si dimise da professore universitario per non sottoscrivere una lettera di sottomissione al «duce» che gli veniva richiesta dal Rettore del tempo.
Nominato Rettore dell'Università di Firenze il 26 luglio 1943, dopo l'8 settembre fu colpito da mandato di cattura, cosicché esercitò effettivamente il suo mandato dal settembre 1944, cioè dalla liberazione di Firenze, all'ottobre 1947.
Presidente del Consiglio nazionale forense dal 1946 alla morte, fece parte della Consulta Nazionale e della Costituente in rappresentanza del Partito d'Azione. Partecipò attivamente ai lavori parlamentari come componente della Giunta delle elezioni della commissione d'inchiesta e della Commissione per la Costituzione. I suoi interventi nei dibattiti dell'assemblea ebbero larga risonanza: specialmente i suoi discorsi sul piano generale della Costituzione, sugli accordi lateranensi, sulla indissolubilità del matrimonio, sul potere giudiziario. Nel 1948 fu deputato per «Unità socialista». Nel 1953 prese parte alla fondazione del movimento di «Unità popolare» assieme a Ferruccio Parri, Tristano Codignola e altri.
Accademico nazionale dei Lincei, direttore dell'Istituto di diritto processuale comparato dell'Università di Firenze, direttore con Carnelutti della «Rivista di diritto processuale», con Finzi, Lessona e Paoli della rivista «Il Foro toscano» e con Alessandro Levi del «Commentario sistematico della Costituzione italiana», nell'aprile del 1945 fondò la rivista politico-letteraria «Il Ponte». Morì a Firenze nel 1956.

(a cura della rivista Il Ponte)

Cronaca
Politica

"I valori della Liberazione "

Il capo dello Stato incontra al Quirinale le associazioni combattentistiche e d'arma


Oggi a Cefalonia in Grecia per celebrare il sacrificio della Divisione Acqui

di GIORGIO BATTISTINI

I valori della Liberazione ancora oggi guidano l'Italia

Napolitano ha ricevuto ieri pomeriggio al Quirinale le associazioni dei combattenti e d'arma

ROMA - Napolitano, lezione di storia a Berlusconi. Una messa a punto chiara e indiretta, ma senza infierire. "La Liberazione fu per l'Italia il frutto di innumerevoli sforzi, coerenti nello spirito e negli scopi, anche se distanti nei modi". Sforzi che "anticiparono, accompagnarono e spesso integrarono l'intervento pur determinante delle forze angloamericane", ha detto ieri il presidente della Repubblica parlando al Quirinale alle Associazioni combattentistiche e d'arma. Per la prima volta riunite tutte insieme, in occasione del 25 aprile.

Una sintesi estrema, quella di Giorgio Napolitano, per nulla in sintonia con le parole che poche ore prima aveva diffuso, per radio, l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che nei suoi cinque anni di guida del governo mai aveva partecipato alle cerimonie ufficiali organizzate da Ciampi al Quirinale. Secondo il Cavaliere "in occasione del 25 aprile noi dobbiamo ancora dire grazie a una grande democrazia che ci ha salvato dal nazifascismo per ridare a noi libertà e dignità. Credo che questo ce lo dobbiamo ricordare anche di fronte a certo antiamericanismo ideologico della sinistra". Berlusconi, intervistato dalla radio, va oltre. Dice di non aver mai partecipato alle feste della Liberazione perché nelle ricostruzioni "la realtà storica viene stravolta, e vengono utilizzate una contro l'altra". La Liberazione, ammette, "è stata merito dei partigiani, ci mancherebbe altro. Ma sono avvenute anche cose molto sanguinose come ben illustra il libro di Pansa".


Di tutt'altro stile le parole di Napolitano, al Quirinale, in attesa della celebrazione formale che prevista per oggi a Cefalonia, in Grecia. La Lotta di Liberazione, spiega il presidente dando quasi l'impressione di una lezione privata di storia a uso esclusivo dell'ex presidente del Consiglio, fu "innanzitutto moto spontaneo delle coscienze, che si estese dalle Fosse Ardeatine a Marzabotto, da porta san Paolo a Cefalonia, dalle montagne italiane ai Balcani, dalle carceri di Regina Coeli e san Vittore ai lager nazisti. E fu sacrificio di tantissimi italiani, insieme con vaste schiere di giovani soldati americani, inglesi, francesi, canadesi, polacchi e di altri Paesi alleati". Quasi una rassegna dei cimiteri di guerra sul territorio italiano, a smentire alla radice qualsiasi accusa di trascuratezza.

Non basta. Spiega Napolitano (a Berlusconi, e certo non solo a lui) parlando degli sforzi italiani che "anticiparono e accompagnarono" l'intervento "pur determinante delle forze angloamericane" quello che fu il ruolo determinante ed essenziale della Resistenza popolare. Nelle sue varie forme. "La lotta partigiana in armi, le azioni di combattimento delle Forze armate in Italia e all'estero dopo l'8 settembre, la resistenza dei deportati e degli internati nei lager e quella spontanea delle città come dei piccoli comuni, fino all'azione, spesso silenziosa e misconosciuta, di tantissimi singoli cittadini". Ecco perché, dice Giorgio Napolitano (primo capo dello Stato proveniente dalla storia del Pci) la Liberazione fu in effetti anche "premessa e condizione per un'Italia nuova, per la Costituzione, per la faticosa ed entusiasmante edificazione di una democrazia vitale per la rinascita economica e sociale, per lo sbocciare della realtà istituzionale dell'Europa e delle organizzazioni internazionali". E dunque "anima e strumento del multilateralismo" in vista del "superamento della contrapposizione tra i blocchi ideologici e militari. Alla presenza, nel salone degli specchi al Quirinale, del ministro della Difesa Parisi (impegnato a ricordare come "le Forze armate guardano con orgoglio alle gesta dei combattenti di allora") il presidente della Repubblica ha ringraziato i cittadini in armi impegnati ad "affermare i valori italiani sia in Patria sia nei diversi teatri impegnativi dove i nostri sono chiamati ad operare".


(25 aprile 2007)

martedì 24 aprile 2007

Sanità

L’arrivo di Tysabri …. (a cura della Dott.ssa Eleonora Cocco)


L’arrivo del nuovo anno ha portato con sé una nuova arma per combattere le forme più aggressive di sclerosi multipla (SM): il Tysabri.
Tysabri (principio attivo Natalizumab) è un anticorpo creato artificialmente per riconoscere e legare una struttura specifica (integrina) presente sulle cellule infammatorie (leucociti). Tysabri blocca l’integrina, e impedisce nella SM che i leucociti passino dal sangue al sistema nervoso (SN), in tal modo riduce l’infiammazione e previene il danno del SN.
Due studi clinici condotti sulla forma recidivante remittente (RR) di SM (quella che si manifesta con le ricadute), hanno evidenziato l’efficacia di Tysabri sia da solo che in associazione con interferone beta nel ridurre: il numero delle ricadute (calo di 2/3), il rischio di progressione (riduzione del 42%) e l’attività infiammatoria alla RM. Complessivamente il farmaco è stato ben tollerato e gli effetti collaterali più comuni (presenti in meno del 10%) sono stati: infezioni (vie urinarie, naso e gola), orticaria, mal di testa, vertigine, nausea, dolori articolari, brividi, febbre e stanchezza. Si sono però verificati anche degli eventi avversi gravi, in particolare: reazioni allergiche e in 3 casi (due mortali) (3 su 3000 pazienti trattati per SM e per altre malattie autoimmuni) si è verificata una leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML). La PML è una grave e rara infezione cerebrale (tipica del soggetto immunodepresso) causata dalla riattivazione del virus JC, normalmente presente ma inattivo nelle cellule che producono la mielina. La PML si è sviluppata in pazienti sottoposti ad altri immunosoppressori o immunomodulanti in associazione (o vicinanza) a Tyasbri.
Dopo un’attenta valutazione dei potenziali rischi (rari ma temibili) e dell’importante efficacia terapeutica, la FDA negli USA, l’EMEA in Europa, hanno autorizzato l'immissione in commercio di Tysabri nella SM, con delle restrizioni molto strette nel suo uso.
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la rimborsabilità del Tysabri (con provvedimento pubblicato sulla GU n. 292 del 16 dicembre 2006) per il trattamento della SM RR..
L' AIFA ha formulato dei criteri precisi (la cui esistenza verrà controllata dalla stessa AIFA) per la prescrizione di Tysabri che sarà limitata a persone affette da SM recidivante remittente:
• che non abbiano risposto alle terapie immunomodulanti (interferone o copolimero) condotte per almeno 12 mesi (almeno due ricadute nell'anno precedente)
• che abbiano una forma RR grave a rapida evoluzione, anche non precedentemente trattati.
• Quadro infiammatorio e attivo alla RM.
Tysabri sarà disponibile esclusivamente in centri autorizzati e altamente specializzati nella gestione della SM e delle potenziali complicanze della terapia.
I pazienti saranno informati su indicazioni, controindicazioni e possibili rischi connessi alla cura e dovranno firmare, congiuntamente al medico, una “carta di allerta” che esplicita il rischio d’effetti collaterali, e potenziali eventi avversi quali la PML.
Prima di iniziare la terapia, dovranno essere sottoposti a prelievi per valutare lo stato d’efficienza del sistema immunitario, e la presenza del virus JC nel sangue e in casi selezionati nel liquor, inoltre saranno sottoposti ad un’indagine RM. Saranno seguiti con periodici prelievi ematici ed esami RM. Tysabri sarà somministrato per infusione (flebo) in un 1 ora circa ogni 4 settimane, al termine della terapia il paziente rimarrà in osservazione per almeno un’ulteriore ora.
Uno specifico sistema informatizzato (non ancora attivo), è stato predisposto dall’AIFA per controllare la prescrizione e l’utilizzo corretto di Tysabri.
Tysabri si pone quindi come una nuova importante opzione terapeutica nella forma infiammatoria, particolarmente aggressiva di SM.

Dott.ssa Eleonora Cocco
Ricercatrice presso il Centro Sclerosi Multipla
dell'Università di Cagliari

lunedì 16 aprile 2007

domenica 1 aprile 2007

Sanità

Venerdì 30 marzo 2007

Azienda Mista a Cagliari (fonte Sardegna Oggi)

Nasce l'azienda ospedaliera - universitaria di Cagliari. Con il protocollo siglato tra l'assessore regionale della Sanità Nerina Dirindin, e il rettore dell'Ateneo cagliaritano, Pasquale Mistretta, e la delibera di giunta approvata al fotofinish, si pongono le basi per il miglioramento e la razionalizzazione dei servizi sanitari e l'azzeramento del precariato all'interno dell'Università. I contenuti dei due documenti sono stati illustrati nella sede della presidenza della regione dagli stessi Renato Soru, Nerina Dirindin e Pasquale Mistretta, dall'assessore del Lavoro, Maddalena Salerno, e dal Direttore generale della Asl di Cagliari, Gino Gumirato.
CAGLIARI - La sede della Azienda Mista sarà il Policlinico di Monserrato dove confluiranno anche il complesso pediatrico Macciotta (liberato per far posto ad aule del polo umanistico, oggi ospitato a Sa Duchessa, e del polo economico, oggi in Viale Frà Ignazio) e parte dei reparti del San Giovanni di Dio. In quest'ultima struttura, almeno inizialmente, continueranno ad essere assicurati i servizi di anestesia, farmacia, laboratorio analisi, emodinamica, diabetologia e pronto soccorso. A Monserrato andranno anche i servizi offerti dalla clinica psichiatrica di Via Liguria (ex Ospedale Psichiatrico), mentre passeranno sotto la direzione della Azienda mista i locali di Anatomia Patologica, in via Ospedale, e la sede della clinica otorinolaringoiatra.

Entro il 30 giugno 2007 verra' completata l'analisi dell'organico e sarà definito il numero dei dipendenti della nuova azienda che saranno tutti inseriti con contratti a tempo indeterminato. Si stima che tra medici, infermieri ed operatori socio-sanitari dovrebbero operare al Policlinico circa 1.100 persone (499 provenienti dalla Asl 8 e circa 600 dall'Università). I precari che saranno stabilizzati dall'Ateneo, secondo il comma 519 della Finanziaria nazionale, dovrebbero essere circa 200 (tra docenti, non docenti e operatori), ma restano ancora da individuare le risorse, mentre i corsi per la riqualificazione interesseranno tutti i precari che potranno essere assorbiti dal Servizio Sanitario Regionale.

Nei prossimi giorni verrà nominato il direttore generale dell'Azienda. Secondo indiscrezioni il nome più accreditato è quello di Ninni Murru, già preside di vari istituti superiori cittadini, ma non si può escludere che alla direzione arrivi una donna, secondo gli impegni presi durante la bocciatura delle quote rosa in Consiglio Regionale.

Intanto l'Azienda Mista di Sassari dovrebbe vedere la luce entro maggio. L'assessore regionale della Sanità, Nerina Dirindin, ha spiegato che non sono ancora pronti i provvedimenti di competenza dell'Università di Sassari che ha chiesto un rinvio. Dal canto suo l'assessorato ha concesso una proroga di un mese per effettuare tutti i passaggi necessari. Confidiamo che alla fine del mese di aprile 2008 ha sottolineato l'assessore - si possa costituire l'azienda mista anche a Sassari.