In alcune malattie autoimmuni, come è considerata la sclerosi multipla, l’organismo reagisce oltre che contro gli agenti patogeni, anche contro parti del cervello e del midollo spinale.
Fino ai giorni nostri le ricerche sulla S.M., compresa quella del Dott. Gran, si sono concentrate sul sistema immunitario adattativo
Se si esamina il sistema immunitario congenito ci si accorge della sua capacità di provocare reazioni autoimmuni a differenza di quello adattativo inoltre, riferisce il Dott. Gran, oltre ad eliminare gli agenti patogeni, provoca reazioni immunitarie infiammatorie responsabili dei danni ai tessuti del corpo umano. Contemporaneamente si è scoperto che può produrre molecole regolatrici come gli Interferoni di tipo 1, (Interferoni beta), ma anche Interferoni alfa. Quindi, in questo caso lo scopo è quello di usare alcune di queste molecole per curare la sclerosi multipla.
Si cerca di sviluppare TLR agonisti con sostanze che si legano ai TLR ed avviano una risposta nella cellula. Questi studi finora sono stati condotti sui ratti affetti da encefalo mielite sperimentale autoimmune (EAE), fornendo risultati molto promettenti.
In conclusione, afferma il Dott. Gran, attualmente si stanno esplorando molte vie incoraggianti per la cura della S.M., specialmente negli ultimi quindici anni, ma bisogna capire ancora meglio la predisposizione genetica, come anche l’interazione genetica ed ambientale.
Si è notato che i virus possono causare ricadute della malattia e che quindi, potrebbero avere un ruolo scatenante, ma quale virus potrebbe essere responsabile ? Si è parlato del virus di Epstein-Barr che appartiene alla famiglia degli Herpes.
Sappiamo che in Europa ci sono 500000 persone affette da S.M., il problema è molto grave perché è la malattia più frequente fra i giovani adulti. Si spera che quanto prima si arrivi a delle soluzioni concrete per debellarla definitivamente.

